LINGUE

Lingue: porta d’accesso alla moderna comunicazione

LingueE’ ormai impensabile che un comunicatore non si apra al mondo esterno. La porta d’accesso per capire cosa succede fuori dai nostri confini è lo studio delle lingue straniere.

Molti pensano di conoscere decentemente almeno l’inglese. Ma non c’è niente di peggio di un giornalista che vuole tradurre un titolo di un quotidiano o periodico straniero, oppure offrire il sunto di un’intervista del leader di un Paese estero, mostrando conoscenze linguistiche che definire zoppicanti è un eufemismo.

La possibilità di capire fischi per fiaschi diventa molto concreta e, per ovviare al problema, alcuni cercano di superare l’ostacolo con un salto del canguro verso le poche frasi più comprensibili del discorso o dell’articolo e finiscono per tralasciare le dichiarazioni più importanti. Ne scaturisce un’informazione parziale e confusa che lascia più dubbi di quelli che risolve.

Peggio ancora è dare notizie certe basate su informazioni frammentarie, come nel caso della strage avvenuta il 2 dicembre 2015 all’Inland Regional Center di San Bernardino, un centro per disabili, che ha provocato la morte di 14 persone e il ferimento di altre 23.

Mi ero sintonizzato sui canali all news e ho ascoltato dei commenti che avevano preso per buone alcune indicazioni parziali dei media americani, in base alle quali non si escludeva che la tragedia fosse stata provocata da tre uomini bianchi ed estremisti cristiani che, negli Stati Uniti, avevano già colpito cliniche e medici dove si pratica l’aborto.

In questo caso, i nostri giornalisti hanno porto ipotesi da verificare come notizie quasi certe, non facendo abbastanza attenzione alle conferenze stampa della polizia, piuttosto caute e per nulla risolutive, finché gli autori non sono stati neutralizzati e identificati. La fretta è stata a tal punto cattiva consigliera da oscurare anche la logica.

Che cosa c’entrasse il fronte antiabortista con l’attacco a un centro per disabili in cui si celebrava un evento prenatalizio, resta un mistero della mala comunicazione. Non è una scusante, infatti, che l’edificio si trovasse a breve distanza da una clinica dove si praticano effettivamente aborti, perché l’azione era stata condotta con precisione militare e gli investigatori avevano subito compreso la lunga e accurata pianificazione che l’aveva preceduta. Un errore di bersaglio era quindi improbabile fin dall’inizio.

Tempo poche ore, e si è stabilito che gli autori erano due coniugi estremisti islamici che, pur avendo agito come cani sciolti, l’Isis ha prontamente elogiato come martiri e soldati della causa per avere massacrato “14 miscredenti”.

Se in italiano dobbiamo  verificare con attenzione le fonti, farlo in altre lingue è doppiamente doveroso e cercherò di dare qualche consiglio sull’apprendimento linguistico,  integrandolo con esempi di pubblicazioni straniere per comprendere come evitare le trappole più comuni.

Altrimenti, facciamo la fine dei comunicatori improvvisati e pressapochisti, che pretendono di spiegare agli altri quello che nemmeno loro hanno capito. E’ meglio evitare, anche per non diventare lo zimbello di Striscia la Notizia e del Gabibbo, che su svarioni giornalistici ed errate traduzioni hanno costruito parte della loro fortuna e certi “professionisti dell’informazione” continuano a fornire spunti in abbondanza.