LA LUNGHEZZA D’ONDA GIUSTA

LA LUNGHEZZA D’ONDA GIUSTA

Lunghezza d'onda giustaHo incontrato più di una volta imprenditori inferociti perché i loro comunicati stampa erano stati scritti con un linguaggio adatto a una setta di iniziati e non erano quindi in grado di lanciare un messaggio semplice al grande pubblico. Per farlo, serve una strategia diametralmente opposta.

Essere sulla stessa lunghezza d’onda del committente

Come si fa ad essere in sintonia con chi vuole commissionarci un testo? Ci sono alcune regole di base:

1) Preparare una scaletta di massima.

Prima di un incontro o contatto telefonico è bene redigere una scheda con alcune domande sul target (ergo clientela) al quale il nostro cliente vuole rivolgersi e il settore aziendale in cui lo stesso target opera, lunghezza testo, richiesta di  approfondimenti e fonti da citare, che ci aiuteranno nella stesura del contenuto.

2) Ascoltare attentamente cosa ci viene chiesto.

Spesso qui casca l’asino. Chi ci affida un testo conosce meglio di noi la propria clientela, quindi ci chiede di comunicare su misura per il suo target che forse noi sentiamo nominare per la prima volta. Se non ascoltiamo bene quello che ci viene chiesto (stile di scrittura più formale o taglio giornalistico, inserimenti importanti e cose che invece è meglio non scrivere), non risponderemo alle esigenze del committente; perdendo la sua fiducia.

3) Mai aver paura di fare domande.

Nessuno capisce tutto al volo, specie se il cliente per noi è nuovo e lavora in un settore specifico con persone altrettanto specializzate. Ma non c’è problema: si domanda e si approfondiscono i punti più oscuri. E’ il modo migliore per farsi apprezzare a livello di serietà e impegno professionale.

4) Mai offendersi.

Se ci chiedono modifiche e integrazioni, non bisogna sentirsi sminuiti o aver paura di farle, sia come copywriter, sia che la collaborazione riguardi giornali o blog specializzati. Ricordiamoci che il cliente non ci odia a morte (a meno che non sia un po’ psicopatico) e non è esageratamente pignolo: deve essere esigente per offrire il prodotto migliore alla sua clientela, che lo tiene sotto pressione perché, a sua volta, ha impegni e scadenze da rispettare.

5) Fiducia reciproca.

Se ci mettiamo bene in gioco nel grande mondo della comunicazione, siamo in grado di proporci nel modo giusto e di essere sintonizzati sulla lunghezza d’onda del nostro committente. E’ un do ut des: dobbiamo lavorare in modo preciso e veloce, ottenendo in cambio crescita professionale e nuove collaborazioni.