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Cultura generale è base cognitiva del comunicatore e giornalista. Materie umanistiche e scientifiche da scorrere con competenza e agilità. Nozioni enciclopediche da adattare al linguaggio della comunicazione non accademica. Armonia tra conoscenza e sintesi al servizio del lettore.

CULTURA GENERALE: VALORE AGGIUNTO PER GIORNALISTI E COMUNICATORI

CULTURA GENERALE: VALORE AGGIUNTO PER GIORNALISTI E COMUNICATORI

Troppo spesso si sente dire che certi articoli e post sono infarciti di citazioni a sproposito, strafalcioni e concetti incomprensibili. Molti lettori tentano di rileggere, ci capiscono sempre meno, si spazientiscono e passano ad altro.

Le rubriche dei lettori sono piene di denunce di svarioni ai limiti dello spasso. Ricordo di aver letto un articolo sulla storia dei Savoia che accreditava come ultimo re d’Italia un certo Umberto IV. Capisco che melius abundare quam deficiere, però il distinto signore che ha lasciato l’Italia per l’esilio nel 1946, dopo il referendum monarchia/repubblica, era Umberto II e su questo non ci piove.

Esilaranti anche le sparate di certi telegiornalisti che, in preda a furore anglofilo, perché fa trendy, stravolgono il latino sine die in un terrificante sain day o trasformano par condicio in paer caendiccion, strascicando per bene cantilena e doppie, come se masticassero chewing gum e fossero appena atterrati dal Texas. Per non parlare dei sedicenti giornalisti, pronti ad informarci che il malcapitato è morto in seguito all’autopsia.

La realtà è che un comunicatore deve stare alla larga dall’ignoranza, almeno quanto dalla supponenza di fare il tuttologo. È meglio partire dalle materie che ci appassionano, ricordando che la capacità di approfondire deve andare di pari passo con l’arte di farsi capire, senza scivolare in linguaggi accademici per addetti ai lavori. Un giornalismo per pochi eletti non fa molta strada, ma neppure una campagna pubblicitaria fumosa e piatta o un libro indigesto come un mattone hanno vita lunga.

Non c’è dubbio che per scrivere decentemente bisogna prima di tutto leggere e confrontarsi con chi ha saputo esprimersi in italiano corretto; pur mantenendo uno stile di scrittura piacevole e avvincente. Inutile ricordare che Indro Montanelli è stato un maestro del genere anche nella divulgazione storica, in collaborazione con Roberto Gervaso e Mario Cervi.

Ricordo ancora la descrizione della decadenza che serpeggiava nella Repubblica di Genova, dopo secoli di grande potenza, nel volume “L’Italia del 700”. Tra i vari problemi, la prostituzione dilagante era praticata persino a bordo di una galea appositamente attrezzata e ancorata alla darsena. Mentre il proprietario faceva soldi a palate, c’era chi predicava bene e razzolava male. Ecco la pennellata montanelliana: “Un senatore paragonò Genova a Babilonia, il che non gli impediva di essere uno dei clienti più assidui del natante”. Efficace ed elegante. Un esempio di armonizzazione tra esigenze divulgative e comunicazione giornalistica.

Altro rischio da evitare come la peste è la convinzione di sapere tutto solo per aver fatto qualche ricerca o intervista superficiale in materie che si conoscono poco. E’ il modo migliore per buttarsi a scrivere cose che alimentano più dubbi di quelli che dissolvono. Pratica fin troppo diffusa che ha offerto il destro a Leo Longanesi per fulminare la categoria con uno dei suoi famosi aforismi: “Un giornalista spiega benissimo quello che non sa”.

Il problema è proprio questo: oltre a non conoscere, molti non spiegano proprio perché non saprebbero nemmeno da che parte cominciare. Coltivare la materia e approfondirla dovrebbe metterci al riparo da questi rischi; specie in un mestiere in cui la velocità è tutto e ovviamente la possibilità di sbagliare è sempre dietro l’angolo. Figuriamoci se partiamo già con poche idee in testa e pure confuse.

Non guasteranno quindi alcuni consigli di metodo che svilupperemo, non solo per essere informati, ma per apprendere più velocemente con qualche tecnica di lettura semplice e collaudata che ci aiuti a imparare più velocemente e a discernere le nozioni utili da quelle scartabili.

Raggiungeremo così un buon livello d’armonia tra conoscenza e capacità di sintesi al servizio del lettore, evitando di farci bombardare il cervello, più di quanto non lo sia già, da sparate inverosimili che ci arrivano a pioggia da tv, radio, giornali, libri e social network.