ADEGUARSI AL DESTINATARIO E’ L’ESSENZA DELLA BUONA COMUNICAZIONE.

ADEGUARSI AL DESTINATARIO E’ L’ESSENZA DELLA BUONA COMUNICAZIONE.

Sei sintonizzato sulla frequenza giusta?

dms-23_macombQuando si parla e si scrive, c’è sempre un interlocutore che ascolta e legge. Bisogna sintonizzarsi sulla sua lunghezza d’onda anche nelle espressioni più banali.

Vi ricordate  il film “L’ammutinamento del Caine” con Humphrey Bogart del 1954? Nella traduzione dall’inglese è stata cambiata un’ espressione che gli italiani all’epoca non avrebbero capito. Mi riferisco ai deliri del capitano Quigg (magistralmente interpretato da Bogart) che, in preda alle sue ossessioni,  vedeva complotti dappertutto e aveva ordinato un’inchiesta per la sparizione di poche “ciliegie sciroppate”, accusando gli ufficiali di aver duplicato la chiave della cambusa per mangiarle di nascosto.

La versione originale non parla affatto di ciliegie sciroppate (cherries in syrup) ma di “frozen strawberries”, cioè di fragole surgelate. La scelta era obbligata: gli italiani degli anni cinquanta cominciavano ad avere in casa i primi elettrodomestici, ma erano ancora digiuni di cibi surgelati e freezer che gli americani conoscevano da anni. Parlare di ciliegie sciroppate rendeva il discorso più comprensibile, perché quasi tutti in Italia le avevano in dispensa.

Ancora oggi, la forza di un buon comunicatore consiste nell’afferrare al volo le esigenze del cliente e del target a cui ci si rivolge, anticipando anche le moderne tendenze di consumo, abitudini e linguaggio quotidiano dei consumatori. E si muove di conseguenza perché tutti capiscano il messaggio e lo assimilino facilmente.